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discoboloIl ‘900 in realtà rappresenta quanto di più variegato la musica abbia saputo produrre, portando soprattutto una continua e incessante osmosi fra “ settori” solo apparentemente lontani.
L’idea di fondo parte dal superamento di questi limiti, per approdare ad una più diffusa conoscenza e a nuovi scatti emotivi che , anche solo inconsciamente, gran parte del pubblico ha già fatto. Modificazione, trasposizione e superamento dei compartimenti stagni creati più da logiche meramente commerciali, per altro errate, visto la crisi che ha investito la maggior parte dei settori musicali, e dunque dalla considerazione/necessità di creare nuovi “scatti emotivi”, nuovi stimoli e dunque nuove possibilità di comunicazione. La serie di concerti e di incontri proposti ognuno con una sua precisa identità artistica è “ confezionato “amplificando l’osmosi e i contrasti fra arte, musica, e realtà sociali contemporanee. La scelta artistica ha tenuto conto del principio di unicità e della novità rispetto in particolare al territorio italiano, anche se questa sensazione di libertà espressiva è tangibile in molte forme musicali, questa libera espressività ha trovato solo parzialmente e non in maniera unitaria un momento di aggregazione e di sviluppo. La città di Firenze in questo senso ha per altro una storia di sviluppo ricerca e innovazione su vari fronti artistici, non ultimo quello musicale, basti pensare alla nascita dell’ “opera in musica” e alle più recenti manifestazioni di musica contemporanea degli ultimi decenni. La libertà espressiva come forma di ricchezza, la possibilità di attingere da un panorama ormai enorme di espressione formale e contenutistica, la necessità di lasciar fluire in maniera più organica le ormai incessanti, anche se spesso confuse, tensioni emotive e in particolar modo musicale.Il Festival si propone la ricerca al tempo stesso di nuove forme di espressione senza aprioristici vincoli concettuali legati alle ormai obsolete dimensioni dei “generi” musicali.