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CliCMag n° 114
Avril 2023

 

 

Il flauto rivoluzionario T. Boehm: Grande Polonaise, op. 16; Variations sur un air tyrolien, op. 20 / C. Nicholson: Potpourri Lady Gordons / N.P. Jensen: 3 Fantaisies / J.A.E. Demersse- man: Solo de concert n. 6, op. 82 Arcadio Baracchi, flauto; Loris di Leo, pianoforte STR37217 • 1 CD Stradivarius –  Sì, Theobald Boehm ha davvero rivolu-
zionato il flauto, dotandolo di migliorie al meccanismo e all’imboccatura, e
incrementandone così il volume sonoro e la velocità d’esecuzione. Questo disco
propone una selezione di brani ottocenteschi che mette abilmente a confronto
il flautista-compositore-ingegnere con alcuni colleghi che lo influenzarono
(Nicholson), che diffusero “il suo” strumento (Demersseman) o che ne valoriz-
zarono le nuove potenzialità (Jensen). Tutti condividono lo stile dell’epoca,
fortemente influenzato dal belcanto italiano, e in particolare da Rossini:
legato, lirismo e pirotecnia virtuosistica. Ciascuno trae ispirazione, in misura
maggiore o minore, dal proprio contesto nazionale: Nicholson dal folklore britan-
nico, Boehm stesso dalle tradizioni austro-ungariche (polacca, aria tirolese),
Demersseman più dalla “scuola francese”. Jensen (qui senza accompagnamen-
to di pianoforte) si colloca in un ambito di classicismo più convenzionale. In
ogni caso, si è sommersi da fioriture, ornamenti, passaggi rapidi e volatine,
in un tripudio di virtuosismo talvolta un po’ superficiale. Baracchi vi eccelle,
sfoggiando un bel suono e una tecnica impeccabile. Di Leo, con uno stile molto da “maestro collaboratore d’opera”, senza grande originalità, esegue in modo eccellente
le parti pianistiche, che si riducono il più delle volte a un accompagnamento
piuttosto che a un dialogo musicale. (Olivier Eterradossi)

 

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